sabato 6 luglio 2013

se ancora il desiderio

  -->



Mi chiedevo da tempo
Dove fosse il desiderio
In quale cavità
Avesse fatto di sé un nido.
A quale scopo mi avesse
Voluto
Abbandonare.
Non ho cercato
Piuttosto, ho subito inerme
Le folate infocate
Stupri dell’anima
Sabotaggi, intralci
Deviazioni, divagazioni.
Ne avevo memoria
Ci avevo flirtato,
me ne avevano parlato
padri, maestri, precettori.
La mia attesa si era
Espansa
Illimitatamente.
Una sottile carezza di illusioni
Sedative.
Energie vitali sciupate
Strizzate, intirizzite. Volte
A frenare, spesso soggiogare.
Mi chiedevo dove fosse
Il desiderio. A cosa mirasse
Se ancora
Una meta,
Se esisteva, fuori di me.
Dalla lontana
Indietreggiando, fiera accerchiata
Prendevo la rincorsa
Sorridevo di esitazione
Annusando
Una via d’uscita
Che non fosse l’incontro.
Per restare come ventosa
In uno spazio
Racchiuso.
In un pronto sonoro
Rifiutavo. La vita
Le sue drammatiche spirali
Ogni imprevedibile crocevia
Infelice o promettente.
Accendevo poi una torcia
Lampi di visione accecata
Aghi
Lacrime precipitate
Prepararmi a divorare
Un contatto. Ingoiarlo
Senza gusto
Né salivazione.
Inneggiando a peristalsi.
E svilivo
Il mio corpo incompleto
di motivi impellenti
agguati del piacere
sensuali, smodati.
Gravitavo sonnolento
Tra margini autoimposti
Nel silenzio di rivendicazioni
Conversioni.
Mi chiedo dov’è
Il desiderio
Che colora gli andirivieni
Temporali
I passi lenti
E gli abbracci voluti.
Al servizio
Non ostile.
E lo aspetto, per una
Via secondaria.
Se ancora
Di desiderio si tratta.

Nessun commento:

Posta un commento