"Un
lungo elenco di incompiute, sfavillanti o eteree, mandate in
avanscoperta o lasciate da parte per prendere tempo. Avvolte in armature
argentee tra cavalieri decapitati e una ciurma di lievi ombre chine.
Rotoli della speranza, rinvii dell'accesso. Spaventose atrofie
sorridenti e mai vedere in faccia la propria morbida infanzia riemersa.
Aggiungere miti a chiacchiericci inconcilianti, ritenersi in equilibrio
nel voltafaccia generale e aspettarsi una mano moncone di un domani
vietato. Se quelle ragioni, sobbalzate nella schiera di ritrattazioni,
umili a una prima occhiata, utili o bisunte, se i diari mai ritrovati,
se le apprensioni, a un tratto dessero forfait. Tra giochi compulsivi e
rendering di distorsioni autoinflitte, accomiatarsi dalla proiezione
livida di mille anni fa e creare una nuova moltitudine di vicinanze. E
origliare, vegliare, su una colonna di reduci mai domi."
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